Fino ai primi del ‘900 Saronno era un borgo prevalentemente contadino e il Carnevale, come altrove, traeva origine dal mondo rurale.
I travestimenti più caratteristici erano lo spaventapasseri, gli animali domestici, l’uso di abiti maschili per le donne oppure semplicemente vestirsi di stracci e girare per le corti fino a sera con la faccia dipinta di carbone.
Non era da tradizione sfilare ma si era soliti organizzare semplici recite e trascorrere il pomeriggio insieme: i ragazzi cantavano, facevano giravolte e correvano per le vie del borgo.
 
La tradizione si è poi via via modificata nel tempo seguendo i cambiamenti socio-culturali ed economici della nostra società fino a diventare il Carnevale che oggi tutti conosciamo.
Diamo un’occhiata alle… maschere della tradizione!
 
A Saronno la tradizionale sfilata dei carri allegorici è stata per decenni organizzata dall’oratorio della Parrocchia Centrale (SS. Pietro e Paolo) con la partecipazione di scuole ed associazioni cittadine.
Negli ultimi anni è passata alla Pro Loco che ha inventato e brevettato le maschere di Re Amaretto e della Regina Granella.
 
Ripercorriamo qualche immagine degli ultimi anni…