Storia della festa del trasporto

 

Si ripete puntualmente ogni anno la Festa del Trasporto e diventa, per tutti i saronnesi, l'occasione per manifestare concretamente la propria devozione verso quel Cristo cui i devoti cittadini, rivolgono le loro preghiere.

Durante l'anno, questo bellissimo crocefisso, risalente al XVII secolo, è custodito nella cappella posta a sinistra della navata centrale, della Chiesa Prepositurale dedicata ai Santi Pietro e Paolo. La genuina tradizione popolare vuole che, una volta l'anno, l'ultima domenica di ottobre, questa Croce venga portata il sabato precedente la festa in una delle Chiese della città, per essere poi ritrasportata, la domenica, verso la sua sede abituale.

Quest'anno il Crocefisso è partito dalla Chiesa di San Francesco e ha sfilato lungo il centralissimo corso Italia, accompagnato da Monsignor Angelo Mascheroni, vescovo Ausiliare e da Monsignor Centemeri, parroco della Chiesa Prepositurale.

Il corteo era guidato dai chierichetti delle parrocchie cittadine, dal corpo musicale, dagli scout, dalle Crocerossine e da molte associazioni di volontariato presenti sul territorio. Molte le autorità presenti alla processione guidate dal primo cittadino, Avvocato Pierluigi Gilli che, insieme ad alcuni rappresentanti del governo cittadino e da molte centinaia di fedeli hanno partecipato a questo tradizionale culto.

Dopo la conclusione della solenne processione, la festa si è conclusa con il concerto offerto dal Corpo Musicale di Saronno nel cortile del nuovo oratorio dedicato a Giovanna d'Arco.

Note storiche sulla "Festa del Trasporto"

In una nota di un cittadino saronnese Cesare Reina, datata 1915, si legge: " Il caro simulacro, che riflette le artistiche fattezze di Cristo Morente, fu regalato alla Confraternita di San Cristoforo da una comunità religiosa di Cernobbio sul lago di Como, ed esposto alla pietà dei fedeli nella Chiesa di San Cristoforo". L'effigie lignea del Cristo risale, secondo alcune perizie, al 1600, un periodo durante il quale molte calamità penalizzarono i cittadini del comprensorio lombardo, quali la peste, la siccità, il colera.

Secondo la spiritualità di quel tempo, per esorcizzare e allontanare questi flagelli, si ricorreva a veglie di preghiera e processioni penitenziali nelle quali veniva portata nelle contrade l'immagine Santa.

Un aneddoto curioso lo riporta un diario storico del 3 maggio 1731, conservato negli archivi della Prepositurale, che racconta: "Questa effigie fu più tosto donata… dalle Monache Benedettine di Cernobbio… et ciò per essere molto pesante e difficile da maneggiarsi da un sesso femminile".

La Chiesa di San Cristoforo, che fu scelta per ospitare il Crocefisso, nel 1783 su disposizione dell'Imperatore Giuseppe II, venne soppressa e sempre lo storico Cesare Reina riporta fedelmente i fatti scrivendo: "… ci fu una gara di affetto riconoscente da parte di tutti i cittadini di Saronno che, all'unanimità de' loro sentimenti, vollero trasportato il Crocefisso nella Prepositurale". Questo trasporto avvenne la quarta domenica di ottobre e da quel momento, ogni anno, la croce viene portata in processione.

Fu chiamata "Festa del Trasporto" in conformità a una disposizione dell'arcivescovo di Milano Filippo Visconti che, nell'anno 1785 istituì, per l'occasione, la ricorrenza del Trasporto, concedendo all'ora parroco Giovanni Bianchi, la facoltà di far uscire il Crocefisso dalla Chiesa per portarlo in una delle Chiese del paese da dove, il giorno successivo, sarebbe stato portato in solenne processione alla Chiesa Prepositurale.

Al termine della processione viene posta sul capo del Cristo una corona di spine d'oro. Questa particolare corona di spine d'oro fu posta per la prima volta, sul capo di Gesù morente, dal Cardinal Schuster, in visita a Saronno proprio durante i difficili tempi di guerra nel 1940. Nell'ottobre del 1997 un altro grande personaggio, l'Arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini è stato in visita a Saronno per partecipare alla Festa del trasporto, e al 500enario del Santuario della Madonna dei Miracoli. In quell'occasione Martini ha voluto personalmente porre sul capo del Cristo, la corona d'oro. E' una lunga storia che si rinnova ogni anno, intatta nella sua devozione, e che sorprende sempre per la grande partecipazione di fedeli.

Maria Grazia Gasparini

 

 

 

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